Garanzie per il finanziamento

Ogni società finanziaria o istituto di credito adotta delle proprie politiche per valutare le richieste di finanziamento dei propri clienti. Generalmente non serve indicare garanzie come ipoteche o beni di proprietà, ma sempre più spesso accade che si chiedano delle cambiali a garanzia che possano coprire almeno in parte l’importo finanziato, se non addirittura la richiesta di autorizzazione a concedere una fetta di stipendio o della pensione se si dovessero verificare degli insoluti.

Solitamente le società finanziarie richiedono poi una firma di un terzo fideiussore che garantisca per la persona che richiede il prestito: in questo modo la finanziaria ha la possibilità di rivalersi su questa terza persona – che solitamente è un parente del richiedente – per gli eventuali insoluti.

Ulteriori garanzie possono venire dal pagamento di assicurazioni che coprano il cliente per eventi negativi improvvisi, come la perdita temporanea del lavoro, il ricovero o la morte. Ormai questa forma di garanzia, e quindi l’aggravio nei costi del finanziamento di una assicurazione, è diventata ormai una prassi nel mondo delle finanziarie anche se non ancora obbligatoria per legge.

 

Ma quali sono le reali garanzie e i criteri che occore prendiere in considerazione per la cessione di un finanziamento ?

Se c’è una cosa che accomuna le società finanziarie e gli istituti di credito è la necessità di portare in diminuzione i finanziamenti insoluti e per questo motivo devono creare un minimo di sistema di filtraggio per le richieste di prestiti. Sostanzialmente le valutazioni che solitamente fanno le società finanziarie sono 3, e possono essere così riassunte:

  1. Valutare i del richiedente– sono i criteri di selezione più comuni, che partono dai dati anagrafici (età, residenza, cognome) e i dati relativi al proprio reddito (cud, dichiarazione redditi ecc.) oltre ovviamente al proprio inquadramento contrattuale.
  2. Analisi della Capacità di reddito – questa valutazione viene fatta sulla capacità mensile di rimborso del richiedente, tenendo conto delle sue entrate e uscite correnti.
  3. Verifica Banche dati – esiste un istituto, la Centrale Rischi (conosciuta come CRIF), che fornisce i dati sugli eventuali insoluti contratti dal cliente con altri istituti finanziari, inclusi protesti e fallimenti.

L’insieme di questi dati contribuisce a creare un vero e proprio punteggio (detto scoring) che serve alla società di credito  a valutare l’affidabilità di credito del consumatore sulla base dell’importo che sta richiedendo. Esistono però elementi di tutela del consumatore che ad esempio prevedono che i propri dati nel CRIF scompaiano entro pochi mesi oppure che ad esempio possa avere accesso al credito – se lavoratore dipendente – attraverso un apposito strumento denominato cessione del quinto dello stipendio, un prodotto finanziario ormai fortemente accettato dalle società di credito.